26/08/2009 In questa stagione (primavera -estate) i tarli si manisfestano in tutto il loro" potere distruttivo" contattateci per una consulenza tempestiva !
30/04/2009
- VELOXY è completamente prodotto da R.G.I Resource Group Integrator srl di Genova. Le garanzie di Veloxy sono strettamente connesse con la capacità e professionalità di una società che, sino al 1994, lavora nel campo dei servizi e prodotti mirati alla corretta conservazionedel patrimonio artistico e culturale.-VELOXY viene assemblato dai tecnici di R.G.I nel proprio laboratorio di Genova ed è stato sviluppato e certificatocon un progetto europeo con la collaborazione di specialisti, conservatori ed esperti di biodeterioramento provenienti da Spagna, Inghilterra,Svezia,e Italia.-VELOXY gode dell'assistenza 24 ore su 24 degli stessi tecnici che lo hanno realizzato.Ogni sua miglioria viene proposta ai…
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R.G.I. Resource Group Integrator srl
Amm. unico Ing. Ercole Gialdi
Via A. Cecchi, 4/4 16129 Genova
P.IVA 03618560100
C.F. 01369250186
Ufficio del registro delle imprese di Genova REA 344977
Cap. soc. € 50.000,00 i.v.
ERCOLE GIALDI
ll contenimento del danno
biologico
nei musei, archivi e biblioteche
10 Anossia
Il trattamento consiste nel porre, per tre settimane,
gli oggetti in involucri stagni realizzati con film
plastico a barriera di gas in cui l'ossigeno (che
è presente nell' aria per il 20,95% in volume) viene
sostituito con gas inerti: azoto, argon o elio.
Il livello di concentrazione dell'ossigeno residuo
deve essere molto basso (almeno 0,4%) perché molte
specie di insetti sono particolarmente resistenti.
I tempi di esposizione necessari a determinare la
morte di tutti gli stadi di vita delle specie più
resistenti variano da 10 giorni (argon ed elio)
a 21 giorni (azoto).
10.1 Meccanismi
che determinano la morte degli insetti quando
questi sono esposti a basse concentrazioni di
ossigeno
Nell'ultimo decennio sono
stati effettuate numerosissime ricerche nel campo
della disinfestazione mediante anossia; gli studi
sono indirizzati alla comprensione dei meccanismi
che determinano la morte dei parassiti quando sono
circondati da condizioni di atmosfera a basso contenuto
di ossigeno.
Tra le tante, la perdita di acqua sembra essere
la principale causa della loro morte; questa ipotesi
è suffragata da tre ragioni:
1) La fisiologia degli insetti è tale per cui il
loro modo di respirare porta ad una disidratazione
accelerata in assenza di ossigeno o in presenza
di anidride carbonica.
2) La percentuale di mortalità cresce quando le
condizioni ambientali sono tali da produrre disidratazione
(alte temperature e bassi livelli di UR).
3) L'evidenza di notevole perdita di peso che può
essere associata solo a una perdita di acqua.
La fisiologia degli insetti è tale per cui essi
possono controllare, durante la respirazione, alcuni
importanti processi: lo scambio di ossigeno e di
anidride carbonica nonché la ritenzione idrica.
Questo avviene mediante una serie di orifizi (spiracoli)
che costituiscono il loro sistema di respirazione.
Un sottile strato epiteliale ceroso (epicuticolo)
che riveste gli spiracoli impedisce la perdita di
acqua durante la respirazione. L'apertura degli
spiracoli, posti lungo l'addome e il torace, può
essere controllata dall'insetto in modo da consentirgli
di aspirare aria senza perdere acqua.
Normalmente, gli spiracoli vengono mantenuti chiusi
dall'insetto per evitare la disidratazione ed aperti
solo per qualche istante per inalare aria e quindi
ossigeno.
Le condizioni di scarsità o assenza di questo gas,
obbligano l'insetto a mantenere gli spiracoli sempre
aperti e di conseguenza a perdere acqua (anche dieci
volte tanto quanto accadrebbe in condizioni normali).
I gas inerti inspirati estraggono acqua dagli organi
interni dell'insetto e quindi la diffondono all'esterno
attraverso la superficie dell'addome e del tronco
determinando disidratazione. La dispersione di acqua
non può essere controbilanciata dall'umidità esterna
perché l'epicuticolo impermeabile ceroso che ricopre
gli spiracoli ne impedisce l'ingresso.
La perdita di acqua è più marcata nel caso si usino
argon ed elio rispetto all'azoto, infatti dato che
le dimensioni molecolari questi due primi gas sono
di 1,22 e 1,91 Å (ben inferiori a quella dell'azoto
2,31 Å) la diffusione dell'acqua attraverso la superficie
del corpo è superiore. Sfortunatamente, questi gas
sono molto costosi e devono essere trasportati in
bombole.
Tipicamente, per ottenere il 100% di mortalità,
con azoto, occorre quasi il doppio di tempo rispetto
a quello necessario con elio o argon; la percentuale
di successo è comunque assoluta; occorre solamente
un pò più di tempo. È di gran lunga più importante
avere la certezza della eliminazione totale dei
parassiti rispetto al risparmio di tempo; salvo
particolari eccezioni, l'azoto che è molto meno
costoso di argon o di elio è sicuramente preferibile.
Il tempo necessario perché l'anossia determini la
morte degli insetti nei loro vari stadi vitali dipende
dalla temperatura ambiente.
Per le specie più resistenti, in condizioni ambientali
di 20°C e umidità relativa del 55%, le analisi di
laboratorio hanno consentito di verificare che i
tempi di esposizione necessari a determinare la
morte dei vari livelli evolutivi degli insetti sono:
10.2 Tecnologie
utilizzabili per la disinfestazione anossica
Per trattare oggetti molto piccoli
e molto delicati, si può applicare il metodo della
anossia rinchiudendoli in sacchetti di film plastico
a barriera di gas e inserendovi sostanze che sottraggono
ossigeno Ageless TM (prodotto dalla Mitsubishi).
Questo prodotto consiste in ossidi incompleti di
ferro che reagiscono con l'ossigeno dell'aria; dato
che la reazione è esotermica si dovrà adottare l'accortezza
di tenere lontani gli oggetti dal reagente.
Il costo di Ageless TM è tuttavia particolarmente
elevato e lo rende inapplicabile per oggetti di
dimensioni consistenti.
Per interventi su oggetti di dimensioni maggiori
si ricorre a bombole di gas compresso o al sistema
VELOXY® (sviluppato da R.G.I. Resource Group
Integrator di Genova).
Possono essere impiegate bombole
di gas compresso (questo deve però essere umidificato
per non dare luogo a danni ai materiali).
L'adozione di gas compressi implica la movimentazione
di grandi quantità di bombole ad elevata pressione
(200 atmosfere) che costituiscono problemi di trasporto,
logistica e sicurezza.
Per sostituire l'ossigeno con gas di bombola bisogna
"lavare" con azoto il contenuto di aria dell'involucro;
questo significa riversare nell'ambiente gas a basso
contenuto di ossigeno per lungo tempo (cosa che
avverrebbe in tempi brevissimi in caso di avaria).
Un essere umano, se viene esposto a condizioni atmosferiche
in cui la concentrazione di ossigeno è inferire
all'8%, muore in circa 8 minuti; dato che già con
15% si sviene, un errore può determinare seri incidenti.
Inoltre, per una manovra errata nella apertura della
valvola di riduzione della pressione o nel caso
di un eventuale incidente, vi è il rischio di convogliare
nell'involucro un flusso di gas ad una velocità
di centinaia di metri al secondo; un simile getto
ha una energia cinetica in grado di produrre certamente
seri danni agli oggetti che ne venissero investiti.
Il sistema VELOXY® è stato
sviluppato da R.G.I. Resource Group Integrator di
Genova e certificato nel contesto del progetto Comunitario
SAVE ART.
Con VELOXY® le quantità di azoto necessarie
vengono prodotte, a bassa pressione e ad umidità
controllata, direttamente sul posto separando dall'aria
atmosferica il componente ossigeno fino a ridurne
la concentrazione anche a valori di 0,1%.
Dato che il processo realizzato da VELOXY®
consiste in una separazione dell'aria contenuta
nel locale dove si opera, il bilancio dei gas è
costante e non vi sono i pericoli di cui sopra.
In altre parole la somma della quantità di ossigeno
residuo dentro gli involucri e della quantità di
ossigeno presente nel locale è sempre uguale alla
concentrazione di ossigeno dell'aria in condizioni
normali.
Le attività di ricerca effettuate durante il progetto
hanno evidenziato un fatto molto importante: le
condizioni di bassa concentrazione di ossigeno determinano
un grave sconvolgimento al metabolismo dei parassiti.
Si potuto constatare infatti che anche se (per esposizioni
inferiori a tre settimane o per concentrazioni di
ossigeno non perfettamente mantenute) una piccola
percentuale di larve e pupe delle specie più resistenti
alle basse concentrazioni di ossigeno può essere
sopravvissuta, questa non riesce a completare il
ciclo vitale.
Uno dei grandi vantaggi connessi all'utilizzo di
VELOXY® per i trattamenti dei beni culturali
col metodo dell'anossia quello di poterli effettuare
"direttamente nel museo" senza il bisogno di spostare
gli oggetti dal loro luogo abituale.
Essendo il metodo basato sulla sola aria atmosferica
e non utilizzandosi gas compressi, per operare con
VELOXY® non occorrono patentini o autorizzazioni
particolari.
Il macchinario è molto semplice da gestire per cui
il personale stesso dell'istituto può trattare gli
oggetti per conto proprio; questo rende la metodica
estremamente flessibile ed economica.
Una volta confezionati gli involucri e rinchiusevi
le opere, il processo di estrazione dell'ossigeno
sarà effettuato da VELOXY® in modo autonomo
(il sistema può operare ininterrottamente anche
durante le ore notturne) il personale si limiterà
ad effettuare una sorveglianza minima (qualche decina
di minuti due tre volte al giorno).
In particolare nelle biblioteche e negli archivi
gli interventi possono essere gestiti in modo tale
da non determinare disagi agli utenti; infatti qualora
si rendesse necessaria la consultazione di particolari
libri o documenti, si potrà interrompere il trattamento,
limitatamente a quegli oggetti, per riprenderlo
successivamente.
Dato che l'atmosfera inerte, per sua definizione,
è priva di effetti verso i materiali, può essere
utilizzata a scopo preventivo nel caso vi fosse
il sospetto della presenza di parassiti in qualche
opera. È inoltre ideale per la conservazione a lungo
termine di opere non esposte al pubblico e conservate
nei depositi.
Rinchiusi in involucri stagni e circondati da atmosfera
protettiva, i beni culturali saranno protetti non
solo da agenti biologici ma anche da polvere, inquinamento
atmosferico, incidenti che potrebbero dare luogo
a rilasci incontrollati di acque e/o di fumi e dal
naturale degrado dovuto al fenomeno della ossidazione.
Quest'ultima peculiarità riveste particolare importanza;
infatti sarà possibile conservare inalterati oggetti
realizzati in metallo o contenenti parti metalliche
mantenendoli in condizioni di anossia.
Diversi componenti in acciaio per l'industria navale
da conservare in ambienti caratterizzati da aria
salmastra sono stati rinchiusi in involucri in condizioni
assenza di ossigeno; a distanza di anni, al momento
del loro utilizzo, nessuno dei componenti presentava
tracce di corrosione o alterazioni.